Referendum costituzionale 2016: cosa dovremo votare

Nella serata di ieri, Lunedì 26 Settembre, il consiglio dei ministri ha deciso la data nella quale si terrà il referendum costituzionale 2016, ossia il prossimo 4 Dicembre. Un appuntamento fondamentale per la politica italiana, infatti il risultato, qualunque esso sia, cambierà lo scenario politico, e non solo, nel quale viviamo in questo momento.

Ecco in particolare il contenuto della riforma che sarà soggetto a referendum e poi proviamo a delineare gli scenari che possono esserci in caso di vittoria del sì o in caso di vittoria del no.

Cosa andiamo a votare.

Noi italiani saremo chiamati a votare, nel referendum costituzionale 2016, sulla riforma Boschi, che va a modificare alcune parti della costituzione. In particolare, votando SI, si deciderà di applicare la riforma costituzionale messa in piedi dal governo Renzi, mentre votando NO si dirà di essere contrari e di non cambiare le parti della costituzione che sono coinvolte da questa riforma. Ma cosa tratta la Riforma Boschi? Un primo punto fondamentale che tratta questa riforma è la rimodulazione del Senato, con l’addio alla forma del bicameralismo perfetto.

Infatti il Senato non sarà più chiamato a votare per tutte le leggi, manterrà il diritto di voto solo per alcune materie, come votazione del bilancio di Stato, mentre la maggioranza delle competenze legislative saranno esclusive della camera dei Deputati.

Il Senato poi sarà una camera dove saranno presenti i rappresentanti degli altri enti locali, infatti i membri del nuovo Senato saranno 100 e saranno nominati tra i consiglieri regionali e i sindaci. Poi si va a modificare il principio di sussidiarietà, in particolare, almeno questa è l’intenzione del Governo, si vuole fare chiarezza sulle competenze che spettano allo stato centrale e quelle che invece spettano agli enti locali. In particolare tante competenze che in passato sono state lasciate ai vari enti, ora tornano nelle mani dello stato centrale, tra le più importanti spiccano l’ambiente e la produzione e la distribuzione dell’energia.

Altro punto importante è quello che riguarda le modalità di elezione del presidente della repubblica, infatti la riforma Boschi determina delle maggioranze più basse per determinare la votazione del capo dello stato, ciò è stato fatto per evitare i tanti casi del passato, dove per votare un nuovo presidente sono passate settimane, tenendo bloccato il Parlamento e fermando di fatto l’attività legislativa dello stesso.

Cosa può succedere nel contesto politico in base al risultato del referendum.

Il contesto politico italiano può cambiare parecchio a seconda del risultato che questo referendum può esprimere. Il referendum costituzionale 2016 rappresenta la battaglia di tutte le battaglie per il premier Renzi, che ha voluto fortemente questa riforma.

Una vittoria del SI vorrebbe dire che il popolo italiano è con il premier, che il popolo italiano ha premiato la sua voglia di innovare il sistema politico italiano e i suoi avversari non avrebbero niente da dire, inoltre sarebbe un risultato che gli darebbe anche tanta forza in vista delle politiche si terranno nel 2018.

Una vittoria del NO invece potrebbe portare anche a colpi di scena clamorosi: nelle settimane scorse il premier ha chiarito che anche s evincesse il No, la sua legislatura andrebbe avanti fino al 2018, ma a quel punto Renzi non solo dovrebbe vedersela con un’opposizione di fuoco, ma sarà costretto a rendersi anche conto che il popolo italiano lo ha miseramente bocciato, inoltre la minoranza all’interno del Pd potrebbe stancarsi di dare il suo appoggio e approfittare del momento di debolezza del Premier per provare a riprendere in mano il partito.